Dal mese di maggio 2016 i nostri mediatori sociali sono impegnati nel laboratori-mediazione-7progetto di accompagnamento abitativo in un nuovo complesso di alloggi sociali della provincia di Rimini. Un condominio in cui si sono insediati 60 nuclei familiari, all’interno di una zona di nuovo sviluppo urbanistico, distante dal centro cittadino e ancora carente di alcuni servizi e supporti alla vita quotidiana, una zona fragile dal punto di vista sociale.

I mediatori della Fratelli è Possibile, presenti settimanalmente nel condominio, si occupano di diversi aspetti della vita del nuovo contesto abitativo, come la gestione delle parti comuni, l’ingresso dei singoli nuclei familiari nelle abitazioni, le regole di buon vicinato, la gestione di conflitti tra le famiglie, la costruzione di nuove relazioni tra persone.

laboratori-mediazione-2Si occupano anche degli inquilini più giovani, bambini e ragazzi residenti nelle abitazioni, ai quali hanno deciso di dedicare uno “spazio privilegiato”, un luogo dove possano trovare accoglienza e sviluppare creatività e spirito di gruppo all’interno di un contesto di vita molto fragile. Si sa, cambiare casa è un passaggio importante nella definizione del sé e delle proprie relazioni, è un’esperienza carica di significati e di emozioni diverse: tristezza, gioia, paura, curiosità, sono in continuo movimento e hanno bisogno di trovare accoglienza all’interno di un “pensiero” che dia senso alla loro fatica di crescere.

Così, i mediatori sociali hanno fissato un appuntamento settimanale nella sala comune condominiale, dedicato ad attività diverse: dai giochi di gruppo, al disegno libero, giochi di società, laboratori creativi, fino anche a delle vere “assemblee dei bambini”, parallele a quelle degli adulti, nelle quali i bambini e ragazzi sono liberi di poter dire la loro e sentirsi ascoltati.

“I giochi di movimento permettono a noi mediatori di lavorare con i ragazzi sulla conoscenza tra pari, sulle relazioni e la costruzione del gruppo, o di affrontare alcuni conflitti e immaginare con loro nuove soluzioni.” spiega la mediatrice Sara Nanni.

“Nelle giornate dei laboratori creativi abbiamo visto in loro l’entusiasmo di creare insieme qualcosa di nuovo e di affascinante, lo stupore nel poter trasformare il sale da cucina in sale colorato, con cui comporre originali soprammobili e la soddisfazione di creare oggettilaboratori-mediazione-1 con le proprie mani avendo a disposizione pochi ingredienti: farina, sale e tempere.” continua  Elisa Zavoli.

Uno sguardo particolare viene dedicato ai bambini anche in relazione al loro vissuto all’interno della nuova abitazione, perché anche per questi piccoli “la casa” divenga elemento di rifugio, pace, accoglienza, luogo dove far vivere e crescere affetti e desideri.

Poiché “abitare non significa solo occupare uno spazio. È qualcosa di più, è un fatto intimo che comporta l’attaccamento a qualcosa che ci rappresenta, qualcosa che è per noi un approdo e una tana; l’abitare ha a che fare con l’anima, con la ricerca di sé.” (tratto da “Il senso dell’abitare. Una casa, e non solo. Abitarsi” di Emanuela Agnoli- Rivista on line ARACNE)

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